NEW SHAKESPEARE

Giuseppe Iannozzi

CHI E' GIUSEPPE IANNOZZI?

 

 

 

Giuseppe Iannozzi classe 1972, torinese di adozione, è giornalista regolarmente iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti, è un critico, ma anche un pazzo che si getta a capofitto in ogni impresa impossibile. A tutt'oggi ha pubblicato qualcosa come 1500 articoli, ma non esclude che possano essere assai di più, poiché ha avuto modo di scrivere per tante webzine del panorama underground italiano e per diverse testate giornalistiche e agenzie stampa, e, purtroppo, spesse volte, non ha avuto modo di conservare gli originali dei suoi articoli e racconti. Nel 1994 ha pubblicato per i tipi Editrice Nuovi Autori il romanzo “Amanti nel buio di una stanza”. Ha collaborato attivamente con le testate on line Società delle Menti/Clarence, Intercom, Delos Science Fiction, Horror.It, Thrillernet, Daily Opinions, Carmillaonline, e più sporadicamente con Turinpolis, Vita, Tam-Tam, Informagiovani, Vita no profit, ecc. ecc.

In passato ha collaborato anche con l'agenzia stampa News Italia Press per circa due anni. Inoltre ha pubblicato diversi racconti su riviste amatoriali e fanzine, molti dei quali andati persi.

I suoi autori preferiti sono, Philip K. Dick, Ursula K. Le Guin, K. W. Jeter, Edmund Cooper, J.R.R. Tolkien, Luca Masali, Alessandro Vietti, Vittorio Curtoni, Vittorio Catani, Franco Ricciardello, Roberto Sturm, Danilo Santoni, Donato Altomare e, ovviamente, Valerio Evangelisti, Giuseppe Genna e il collettivo Wu Ming. Ma ama anche, incondizionatamente, Pier Paolo Pasolini, Giuseppe Ungaretti, Cesare Pavese, Beppe Fenoglio, Louis-Ferdinand Céline, André Gide, Hermann Hesse, Thomas Mann, Bertolt Brecht, Virginia Woolf, tutti i poeti maledetti (Paul Verlaine, Arthur Rimbaud, ecc.), i grandi maestri della letteratura russa (Lev Tolstoj, Fëdor Dostoevskij, Michail Bulgakov, Aleksandr Blok, Velemir Chelebnikow, Anna Achmatova, Boris Pasternak, Osip Mandel'stam, Marina Cvetaeva, V. Majakowskij, Sergei Esenin, ecc.), tutti gli scrittori e poeti della Beat Generation (William Burroughs, Jack Kerouac, Gregory Corso, Allen Ginsberg, Lawrence Ferlinghetti, ecc.), e tra gli scrittori contemporanei italiani e stranieri, Diego Cugia, Aldo Busi, Giuseppe Culicchia, Umberto Eco, Stefano Marcelli, Pino Cacucci, Maurizio Maggiani, Sebastiano Vassalli, Salman Rushdie, Oliver Sacks, José Saramago, ecc. ecc.

Giuseppe Iannozzi si interessa di tutto quello che rientra nei campi della conoscenza, il che equivale quasi a dire che si interessa di tutto e di niente in particolare. Molti lo vedono come un erudito solitario, molti lo odiano perché sta sempre dalla parte dei deboli, dei pazzi, di quelli che hanno fatto della loro esistenza poesia vivente; insomma Iannozzi ama stare dalla parte di quanti hanno veramente qualcosa da dire alla società. Odia i pregiudizi e chi ha dei pregiudizi in campo sociale, politico, religioso, artistico, critico: questo è il solo razzismo che ammette e che sposa con affetto nelle sue maturate (sofferte) convinzioni. Non ha una fede politica, perché la politica odierna ritiene che sia solo il frutto della convenienza di chi occupa le poltrone del potere.

Giuseppe Iannozzi ama soprattutto la buona musica, quella dei cantautori italiani, Fabrizio De André, Roberto Vecchioni, Francesco Guccini, Giorgio Gaber, Pino Daniele, Ligabue, Franco Battiato; ma adora anche la musica e i dischi dei CCCP, dei CSI e della neonata formazione PGR. La musica straniera che preferisce è tanta, quindi solo qualche nome: Manic Street Preachers, Leonard Cohen, Bob Dylan, Bruce Springsteen & The E Street Band, Neil Young, Tom Waits, Roger Waters, Queen, U2, Muse, George Michael, Patti Smith, Nick Cave, Meat Loaf, Gary Moore, ecc. ecc.
Ama alla follia il Blues e il Jazz.

Non si sa con certezza quanti libri abbia letto e consumato: la leggenda vuole che siano un numero spropositato, forse diecimila, ma c’è chi dice che ne abbia digeriti molti di più, forse addirittura quindicimila. Ma è leggenda. E’ leggenda?

E’ fortemente egocentrico e arrogante, almeno così si dice in giro. Ma forse sono solo voci di corridoio.

Ama le donne, soprattutto le bionde, ma impazzisce per una rossa naturale e una bruna veramente bruna. Con le donne non ha mai avuto rapporti facili: si lascia amare, e ama sempre troppo, così, alla fine, tutte lo allontanano. E’ fedele ma è un “porco angelicato indemoniato con troppo cuore” à la Bukowski. Insomma è uno stronzo. Ma c’è stronzo e stronzo: lui è un pezzo di merda, ma di quelli che non galleggiano. Insomma odia la superficialità e non gli piace starsene a mollo in superficie, fosse anche quella d’un lurido rigagnolo. Non crede nella perfezione nei/dei rapporti umani e artistici. Crede invece nella profondità abissale di tentare a tentare, ovvero nella possibilità che la perfezione è perfetta quando si ha coscienza d’ammettere che è per sua natura imperfetta.

E’ ateo, praticamente un diavolo sceso in terra, praticamente un angelo sceso in terra, ma di carne e ossa e sangue, mica una “cosa” fatta di spirito pregiudizio immaginazione o che altro! E’ profondamente nicciano, insomma uno spirito libero. Non conosce modestia. Sa riconoscere gli errori suoi e altrui con umiltà, ma non ama la troppa modestia. Non porta rancore, solo badilate di pesanti ricordi, eredità che lascia in pegno a chi l’ha amato e odiato genuinamente. Tende ad emanciparsi dal vincolo delle passioni nella declinazione che ha cantato Franco Battiato: “Questo secolo oramai alla fine/ saturo di parassiti senza dignità/ mi spinge solo ad essere migliore/ con più volontà./ Emanciparmi dall'incubo delle passioni/ cercare l'Uno al di sopra del Bene e del Male/ essere un'immagine divina/ di questa realtà.”

Ha intervistato praticamente tutti: chiunque gli sia capitato a tiro ha subito la sua inquisizione, e tutti ne sono usciti terribilmente spossati.

Non colleziona farfalle o francobolli, quindi inutile chiedergli di mostrarvi (o dimostrarvi) qualcosa.

Beve come una spugna, ma solo birra.

E’ un fumatore, ma per gusto e non per vizio. Farebbe volentieri a meno delle sigarette ma non della penna che usa per scrivere.

E’ logorroico. C’è di che aver paura. Per qualcuno è un difetto, secondo altri è una dote da coltivare.

E’ un animale, istintivo. Si fida solo del suo istinto. Qualche volta sbaglia pure lui e il suo cazzo d’istinto. Ma non nutre rimpianti.

Non è un riformatore del mondo, ma odia le ingiustizie. Non mitizzatelo: se ne avrebbe a male.

Si dice che sia un tiranno o che almeno abbia un comportamento tirannico. Non ci può far niente perché così è: di meglio, di più non ce n’è.

I simpatici gli stanno antipatici. E viceversa.

Non ha miti né inventati né reali.

A quanti lo conoscono, Giuseppe Iannozzi ha dichiarato, senza mezzi termini, di essere uno "spirito libero", di odiare la superficialità e gli ismi di moda.

E’ il fondatore (forse l’animatore ma soprattutto il moderatore) del Blog-Webzine

KING LEAR OFFICINA AVANGUARDIE

(http://kinglear.iobloggo.com/)

I suoi progetti futuri in campo editoriale: scrivere un romanzo di meta-fantascienza umanistica che abbia come protagonista un Giordano Bruno filosofo del futuro...

Si vocifera che… In futuro, forse si saprà!

L’abbiamo intervistato per Voi:

Intervistatore: Chi è Lei, in realtà?

G.I.: NO COMMENT!


 

 

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